Osteoporosi: cos’è e come prevenirla?

osteoporosi anziani
Per contrastare l’osteoporosi è importante adottare uno stile di vita corretto

Comunemente pensiamo che le ossa siano una componente statica del nostro corpo, a cui non dobbiamo prestare particolare preoccupazione. Tuttavia, non è così! Il tessuto osseo è una componente “viva” e “dinamica” del nostro corpo, che evolve nel insieme a noi nel tempo.

Cos’è l’osteoporosi?

L’osteoporosi è una patologia caratterizzata dall’alterazione della micro-architettura del tessuto osseo, che predispone il soggetto a fratture spontanee o indotte da minimi traumi. Le ossa maggiormente coinvolte sono il femore, le vertebre, l’omero, il polso e la caviglia. Per questo motivo, l’osteoporosi è considerata una malattia multifattoriale. Questa patologia, colpisce prevalentemente le donne in menopausa, ma è sempre più frequente anche tra la popolazione maschile.

Come cambia il tessuto osseo?

Il tessuto osseo è composto per lo più da minerali, principalmente calcio. Esso subisce un processo di rimodellamento continuo a carico principalmente di due tipologie cellulari, gli osteoblasti e gli osteoclasti. I primi hanno la funzione di “costruire” la massa minerale ossea, mentre gli osteoclasti quella di “riassorbirla”. La massa minerale ossea dipende pertanto dal bilancio dei processi operati da queste due tipologie di cellule, che ne garantisce un continuo rinnovamento. Grazie anche a questo equilibro, ogni anno circa il 18% della massa ossea è rinnovata. Tuttavia, dopo il picco di mineralizzazione ossea, che avviene, per entrambi i sessi, intorno alla terza età, si assiste ad una perdita fisiologica di tessuto osseo. Per contrastare questo fenomeno, rallentandolo quanto più possibile, le linee guida nazionali e internazionali invitano ad adottare uno stile di vita corretto: non fumare, mantenersi attivi e seguire un’alimentazione sana.

Quali sono le cause?

Come tutte le malattie multifattoriali, anche l’osteoporosi è causata sia da fattori modificabili sia da fattori non modificabili (es. età, sesso, etnia..). Dunque, per prevenire tale patologia o rallentarne il decorso è possibile agire sui fattori modificabili, su cui si basa la prevenzione primaria. L’adozione di particolari abitudini individuali è fondamentale, all’inizio della malattia, per prevenire/ridurre la perdita di massa ossea. In generale possiamo affermare che alcune delle principali cause sono imputabili:

  • alla menopausa nelle donne. Infatti, la menopausa aumenta il rischio di osteoporosi, poiché è causa di una riduzione considerevole del tessuto osseo. Tale riduzione avviene soprattutto nei 5-6 anni successivi alle ultime mestruazioni, a causa del deficit ormonale ovarico;
  • ad altri fattori (che possono interessare anche l’uomo) in grado di favorire una eccessiva perdita ossea: l’uso di farmaci e la presenza di malattie che interferiscono con il metabolismo osseo, uno stile di vita inadeguato (abuso di fumo, inadeguato apporto di calcio alimentare, sedentarietà), la carenza della Vitamina D. E infine la predisposizione genetica.

Come viene diagnosticata?

Fino agli anni ’90 la diagnosi di Osteoporosi era tardiva ed era basata sulla constatazione clinica o/e radiologica di una avvenuta frattura da minimo trauma (a livello vertebrale, femorale, dell’avambraccio, delle costole).

La possibilità di misurare la densità ossea, e quindi il grado di fragilità (minore è la densità ossea e più fragile è l’osso) ha aperto l’era per una effettiva prevenzione di questa malattia. La densità ossea può essere misurata attraverso la Densitometria Ossea DXA (Double X-rays Absorptiometry), metodica “gold standard” di riferimento indicata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la diagnosi di osteoporosi a livello dei siti scheletrici specifici di frattura (come la colonna vertebrale lombare e il collo del femore).

Si può guarire?

Non esiste una terapia dell’Osteoporosi che permetta di far regredire la malattia. Le conoscenze e le opzioni terapeutiche oggi disponibili consentono solo di limitare il processo osteoporotico non facendolo progredire e diminuendo quindi il rischio di frattura pur rimanendo esso sempre elevato.  Le terapie ad oggi esistenti possono quindi solo “bloccare” il processo osteoporotico. La vera terapia dell’osteoporosi è la prevenzione.

Come prevenire e contrastare l’osteoporosi?

Per contrastare questo fenomeno è importante adottare uno stile di vita corretto

In primis evitare il consumo di tabacco, l’abuso di alcol e la sedentarietà.
Quindi via ad uno stile di vita attivo: non è necessario svolgere attività ad alta intensità, ma è sufficiente sfruttare qualsiasi occasione per mantenersi in movimento. Inoltre, seguire un’alimentazione sana favorisce lo sviluppo e il mantenimento di una buona salute dell’osso. Una dieta sana si basa prevalentemente su prodotti di origine vegetale come cereali, legumi, frutta fresca e secca e verdura. Da limitare il consumo di carni rosse e lavorate. Le bevande zuccherate e gli alcolici devono essere evitati o limitati a rare occasioni, prediligendo il consumo di acqua sia a tavola che lontano dai pasti.

Inoltre, sono numerose le evidenze che mostrano come un corretto apporto di calcio possa contribuire allo sviluppo della massa ossea. Per questo diventa importante assicurarsi giornalmente un apporto che copra il proprio fabbisogno del minerale. Da non dimenticare, come fonte di calcio, l’acqua, non solo quella in bottiglia (l’acqua cosiddetta calcica ha un contenuto minimo di 150mg/l), ma anche quella del rubinetto. In conclusione, adottare uno stile di vita attivo e un’alimentazione sana non solo contribuisce alla prevenzione dell’osteoporosi, ma aiuta a ridurre il rischio delle cosiddette malattie cronico degenerative che generalmente colpiscono la popolazione in età avanzata.

Fonte: https://www.multimedica.it/news/osteoporosi-stile-di-vita-fattori-per-la-prevenzione/


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