Invalidità al 74%: quali diritti?

invalidità al 74%

Lo stato riconosce diritti e benefici alle persone invalidi. Tali agevolazioni variano in base alla percentuale di invalidità riconosciuta alla persona. In questo articolo vedremo i diritti delle persone a cui è stata accertata un’invalidità del 74%.

Il principio della protezione dei cittadini affetti da minorazioni fisiche o psichiche è affermato nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e accolto dall’articolo 38 della Costituzione italiana, che garantisce il diritto al mantenimento e all’assistenza sociale «a tutti i cittadini inabili al lavoro e sprovvisti dei mezzi necessari per vivere».

Principi generali

La Costituzione italiana intende tutelare la dignità umana con uno spirito di solidarietà di tutti i cittadini nei confronti di coloro riconosciuti meritevoli di tutela per effetto di minorazioni congenite o acquisite. In particolare, l’assistenza sociale dei minorati civili si esprime con protezioni economiche (pensioni, assegni e indennità) e non economiche (agevolazioni fiscali, assistenza sanitaria, permessi ex legge 104/1992 o collocamento obbligatorio al lavoro). Tuttavia, per accedere alle protezioni è necessario che lo status di invalido sia ufficialmente riconosciuto dalle competenti amministrazioni dello Stato.

Riconoscimento dell’invalidità civile

Il riconoscimento dell’invalidità civile prende avvio con l’inoltro all’INPS del certificato medico introduttivo da parte del medico di base. Successivamente il cittadino, utilizzando il codice del certificato medico, inoltra la domanda di accertamento sanitario all’Istituto, al fine di verificare, sulla base delle minorazioni di cui il richiedente è affetto, il grado di invalidità civile, la cecità civile, la sordità, la disabilità e l’handicap.

Successivamente, in caso di riconoscimento di un grado di invalidità compreso tra il 74% e il 100%, o della sordità o cecità, per ottenere le prestazioni economiche l’INPS procede alla verifica dei dati socio-economici e reddituali trasmessi telematicamente dal cittadino. Le prestazioni economiche riconosciute e pagate dall’INPS in presenza dei relativi requisiti sanitari e reddituali sono:

  • Per gli invalidi civili:
    • pensione di inabilità (invalidi totali);
    • indennità di frequenza (minori invalidi);
    • assegno mensile (invalidi parziali);
    • indennità di accompagnamento.
  • Per i ciechi civili
    • pensione ai ciechi assoluti;
    • pensione ai ciechi parziali;
    • indennità speciale;
    • indennità di accompagnamento.
  • Per i sordi
    • pensione;
    • indennità di comunicazione.

Diritti spettanti alle persone con invalidità pari al 74%

Esenzione ticket sanitario e protesi

Ci sono diverse categorie di persone esonerate dal pagamento del ticket sanitario. Tra queste ci sono gli invalidi con percentuale pari ad almeno il 74%. Questi ultimi godono dell’esenzione totale del ticket sulle prestazioni specialistiche e di diagnosi strumentale. Sempre in ambito sanitario, a costoro è, anche, riconosciuto il diritto a protesi o ad ausili se necessari e indicati nel verbale di accertamento della commissione medica.

Assegno mensile di invalidità

A chi ha una percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 99% l’Inps riconosce un assegno mensile assistenza invalidi con ridotta capacità lavorativa di importo pari a 287,09€. L’assegno mensile di assistenza viene corrisposto per 13 mensilità. Per beneficiare dell’incentivo bisogna avere un’età compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi, oltre ad un reddito non superiore ai 4.931,29€.

Assegno ordinario di invalidità

Vi è poi l’assegno ordinario di invalidità. Questo è riconosciuto esclusivamente a coloro che, oltre ad avere una percentuale di invalidità superiore al 67%, siano iscritti anche in una delle gestioni previdenziali facenti capo all’Inps. In totale, questi devono avere almeno 5 anni di contributi, 3 anni dei quali versati nell’ultimo quinquennio. In questo caso l’importo del beneficio dipende dalla posizione contributiva dell’interessato. L’assegno mensile, infatti, è calcolato con lo stesso sistema con cui si quantifica la pensione con l’eccezione che su questo non si applicano maggiorazioni. Inoltre, l’importo viene ridotto proporzionalmente qualora l’interessato abbia un reddito superiore a 4 volte il trattamento minimo, ossia 26.810,16€ per il 2021.

Agevolazioni sulle pensioni

Per gli invalidi al 74% vi è la possibilità di andare prima in pensione. Ad esempio, se, oltre ad avere una percentuale di invalidità pari al 74%, l’interessato ha maturato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento del 19° anno di età (e quindi è un lavoratore precoce) può andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica una volta raggiunti i 41 anni di contributi (Quota 41).

Gli invalidi al 74% fanno parte anche delle categorie che possono ricorrere all’anticipo pensionistico a costo zero, ossia l’Ape Sociale. Ricordiamo che questo permette di smettere di lavorare con 3 anni e 7 mesi di anticipo dal raggiungimento dell’età pensionabile per la pensione di vecchiaia percependo un assegno sostitutivo alla pensione. Per poter beneficiare dell’Ape Sociale, la persona invalida deve avere almeno 30 anni di contributi. Per quanto riguarda le donne con figli, esse hanno diritto ad uno “sconto” contributivo di un anno per ogni figlio, fino ad un massimo di due anni.

Parcheggi riservati

A chi è invalido al 74% potrebbe essere rilasciato il contrassegno per la circolazione e la sosta nelle aree riservate. Per tale agevolazione non è sufficiente l’invalidità. Bisogna dimostrare di avere una capacità di deambulazione sensibilmente ridotta, oppure essere non vedenti.

Diritti sul lavoro

Al lavoratore invalido al 74% viene consentito di assentarsi dal lavoro per un periodo non superiore a 30 giorni l’anno per sottoporsi a cure relative all’infermità riconosciuta. Nel periodo di assenza il lavoratore percepisce una retribuzione pari all’indennità riconosciuta dall’Inps nei periodi di malattia. Inoltre, sempre in ambito lavorativo, l’invalido al 74% se dipendente pubblico ha diritto ad una scelta prioritaria della sede di lavoro (tra quelle disponibili).

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