Il fenomeno wandering: come gestire il vagabondaggio degli anziani

Wandering: il vagabondaggio nelle persone affette da alzheimer

Cos’è il wandering?

Il termine inglese wandering indica letteralmente l’azione di vagabondaggio di una persona. Il vagabondaggio (in inglese appunto wandering) è un comportamento frequente tra i malati di demenza. L’alzheimer, spesso, porta i malati a girovagare, apparentemente senza meta. Questa condizione può diventare molto pericolosa per la sicurezza della persona che ne soffre.

Cos’è l’alzheimer e perché causa il fenomeno del wandering?

La malattia di Alzheimer è una forma subdola di demenza, causata da un processo degenerativo delle cellule cerebrali. Questo processo altera le capacità cognitive del cervello portando al progressivo deterioramento della memoria, del pensiero, del ragionamento, del linguaggio, dell’orientamento e del comportamento. Questa malattia porta la persona che ne è affetta a non riconoscere le persone a lei care, a vivere in un perenne stato di spaesamento e spesso a vivere nel passato. Il wandering rientra tra i comportamenti più preoccupanti che possono manifestarsi in un malato di Alzheimer. Dietro il wandering potrebbe risiedere un desiderio di comunicare dopo aver perduto le capacità di linguaggio. Il genitore anziano potrebbe, infatti, voler comunicare la propria idea di sentirsi perduto o come se avesse perduto qualcosa. Potrebbe anche segnalare bisogni primari come la fame o la sete, il bisogno di muoversi liberamente o l’esigenza di riposarsi.

La causa della malattia di alzheimer è ancora sconosciuta. Non esiste un test specifico in grado di determinare se si è affetti dal morbo di Alzheimer. Alla diagnosi si arriva tramite un “processo di eliminazione”. Tuttavia, dopo 20 anni di ricerca, finalmente si è fatto un primo grande passo in avanti nelle cure contro tale malattia. Lo scorso mese di giugno, è stato approvato (anche se con riserva) il primo farmaco in grado di contrastare la malattia di alzheimer. Per maggiori informazioni in merito al nuovo farmaco leggi l’articolo Alzheimer: approvato il primo farmaco contro la malattia.

Quali sono i motivi del vagabondaggio?

Per quanto a noi possa sembrare senza senso, il vagabondaggio delle persone affette da demenza invece ha quasi sempre uno scopo. Il problema è che, il più delle volte, i malati di alzheimer non sono in grado di spiegare quale sia il motivo che li ha spinti a vagare.

I principali motivi del vagabondaggio:

  • Abitudini del passato: se il malato, per esempio, era abituato a fare passeggiate dopo pranzo, è probabile che cerchi di ristabilire quella routine.
  • Ricerca del passato: il paziente potrebbe voler mettersi alla ricerca di una persona o di un oggetto che non sono più presenti in casa e questo potrebbe portarlo a muoversi e, alle volte, a uscire di casa.
  • Bisogno di fare movimento: spesso la vita poco attiva di un malato di Alzheimer induce un bisogno di bruciare energie e movimento. Similmente il wandering può essere anche causato dalla noia.
  • Stato confusionale: i cambiamenti sono difficili da affrontare per i malati di demenza, anche quelli degli spazi in cui vivono. Spostare mobili, cambiare l’arredamento potrebbe indurre il vagabondaggio. A volte, più semplicemente, la confusione temporale fa credere a una persona malata, nel cuore della notte, che sia mattina.
  • Irrequietezza: questo stato d’animo provoca il bisogno di muovere le gambe e può indurre le persone a camminare, anche quando si trovano a letto di notte.
  • Fame, sete, dolore fisico: le persone malate di Alzheimer non sempre sono consapevoli delle proprie sensazioni e comunque difficilmente sono in grado di esprimerle, ciò li agita e può causare il vagabondaggio.

Come “prevenire” il wandering

Per prevenire i fenomeni di wandering è utile intervenire sulle cause. Dunque:

  • Nel caso in cui il wandering sia causato da bisogni primari, come fame e sete, si può correre ai ripari offrendo all’anziano di fare degli spuntini e bere bicchieri d’acqua più volte durante la giornata e invitandolo ad andare al bagno.
  • Quando il vagare dell’anziano è causato dalla volontà della persone di ripercorrere vecchie routine quotidiane, si può intervenire con delle distrazioni. Se ad esempio, l’anziano era abituato a tornare a casa ogni giorno alle 17.00 del pomeriggio ogni giorno a quell’ora è possibile programmare delle attività che tengano la persona malata occupata.
  • Similmente, se l’anziano si sente spaesato e vuole cercare un familiare possiamo semplicemente mostrargli un album fotografico che lo ritrae.

Inoltre, è sempre bene non far sentire sola la persona anziana. Per quanto, a volte, possa risultare complicato passare del tempo con un malato di alzheimer, la compagnia è un ottimo alleato contro i fenomeni di wandering. L’anziano sarà stimolato a condividere i suoi ricordi, non si annoierà e riacquisterà maggior tranquillità e stabilità.

Come comportarsi davanti a fenomeni di wandering

Se un nostro caro anziano inizia a manifestare episodi di wandering è importante contattare un neurologo oppure un geriatra. Il medico specialista vi aiuterà a definire la cura migliore per il vostro familiare. Tuttavia, nel momento in cui si manifesta il fenomeno di wandering il consiglio è quello di assecondare, per quanto possibile, l’anziano e le sue necessità, per rendere meno traumatico il momento.

I fenomeni di wandering possono essere molto pericolosi per la sicurezza dei nostri cari. Una persona anziana potrebbe trovarsi a girovagare, sia di giorno sia di notte, per la città senza sapere dove si trova. Potrebbe perfino prendere i mezzi di trasporto e allontanarsi di molto dalla propria abitazione. Inoltre, la persona affetta da demenza durante questi episodi, non è mentalmente lucida per cui, potrebbe uscire di casa anche poco coperta, nonostante magari fuori faccia freddo.

Quante volte è capitato di sentire al telegiornale della scomparsa di una persona anziana. In questi casi possono essere molto utili i dispositivi salvavita con la funzione di geolocalizzazione. Tali dispositivi, grazie alla tecnologia GPS (Global Positioning System), sono in grado di geolocalizzare la persona anziana ovunque essa si trovi. In questo modo, se una persona anziana affetta da demenza dovesse allontanarsi da casa sarà facilmente possibile rintracciarla e soccorrerla.


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