Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Stop alla violenza sulle donne!

Il 25 novembre è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Questa giornata è stata istituzionalizzata solo nel 1999 dalle Nazioni Unite tramite la risoluzione 54/134. Con questa dichiarazione, la violenza sulle donne venne definita come “qualsiasi atto di violenza di genere che provoca o possa provocare danni fisici, sessuali o psicologici alle donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia che si verifichi nella vita pubblica o privata”.

All’interno di tale documento istituzionale, viene altresì riconosciuto il femminicidio come “la manifestazione di una disparità storica nei rapporti di forza tra uomo e donna che ha portato al dominio dell’uomo sulle donne e alla discriminazione contro di loro, e ha impedito un vero progresso nella condizione della donna”.

Perché il 25 novembre?

Come giornata simbolo per manifestare contro la violenza sulle donne è stato scelto il giorno 25 novembre, in memoria delle sorelle Mirabel.

Chi sono le sorelle Mirabel?

Le sorelle Mirabel furono delle attiviste politiche degli anni 60, massacrate e uccise per ordine dell’allora dittatore Rafael Leónidas Trujillo. Esattamente il 25 novembre del 1960, Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabel, mentre si stavano recando alla prigione per trovare i loro mariti (anch’essi fatti prigionieri perché oppositori del regime), vennero rapite, stuprate, torturate e infine uccise da agenti del Servizio di Informazione. Alle sorelle Mirabel fu riservata una morte atroce. Per questo motivo, in loro memoria, è stata scelta il 25 novembre come data simbolo contro la violenza sulle donne.

Il 25 novembre del 1981 si celebrò il primo incontro femminista a Bogotà, e fu in questa occasione che in Colombia si decise di istituire in tale data la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Successivamente, nel 1993 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò la Dichiarazione per l’eliminazione della violenza contro le donne ufficializzando la data scelta dalle attiviste latinoamericane.

I simboli dell’eliminazione della violenza contro le donne

Le scarpe rosse

Le scarpe rosse sono diventate in tutto il mondo il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. La denuncia è partita per la prima volta dall’artista messicana Elina Chauvet. Elina, nel 2009, proprio per denunciare le vittime di femminicidio in Messico, sistemò per le strade della città tante scarpe rosse. Con queste scarpe, l’artista Chauvet voleva dire “stop alla violenza di genere”.

La panchina rossa

Specularmente alle scarpe rosse, anche le panchine rosse rappresentano il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Questo simbolo è nato in Italia, a seguito del lancio della campagna degli Stati Generali delle Donne. La prima panchina venne installata nel settembre del 2016 nel Comune di Lomello, Pavia. Da allora, sono sempre di più i Comuni Italiani che utilizzano la panchina rossa come simbolo della lotta di genere.

Un problema di tutti!

La violenza sulle donne è un problema che riguarda tutti i sessi e tutti gli Stati nel mondo. Non è solo un problema delle donne. La violenza contro le donne è un problema strutturale le cui origini risiedono in una mentalità patriarcale purtroppo ancora ben radicata in molte culture.

La situazione in Italia

Dall’inizio del 2021 le vittime di femminicidio in Italia sono state 86, praticamente due a settimana: 60 di queste sono state vittime del partner o ex partner. Le donne uccise in ambito familiare/affettivo sono state 111 nel 2018, 94 nel 2019 e 99 nel 2020. Quasi una vittima ogni 3 giorni e mezzo. Secondo il rapporto della commissione parlamentare d’inchiesta sulla violenza sulle donne presieduta dalla senatrice Valeria Valente che ha preso in esame 237 fascicoli processuali degli omicidi di donne avvenuti nel 2017 e 2018 soltanto il 15% delle donne uccise (circa 1 su 7) aveva denunciato l’uomo che poi le avrebbe ammazzate, il rimanente 85% o aveva subito in silenzio o ne aveva accennato a persone a loro vicine.

La situazione in Europa

In tutta Europa, nel 2019 (dati Eurostat), sono state uccise 1.421 donne, una ogni quattro giorni, una ogni sei ore: 285 in Francia, 276 in Germania, 126 in Spagna e 111 nel nostro Paese.

Cos’è la convenzione di Istanbul?

La Convenzione di Istanbul è stato il primo grande passo in avanti contro la lotta di genera a livello mondiale. Il primo strumento mondiale giuridicamente vincolante per i 47 paesi che lo hanno firmato. Infatti, gli stati firmatari sono obbligati a garantire servizi di protezione e supporto alle donne vittime di violenza, senza alcuna discriminazione.

Cosa si intende per violenza sulle donne?

Coma abbiamo affermato all’inizio dell’articolo la violenza di genere è “qualsiasi atto che provoca o possa provocare danni fisici, sessuali o psicologici alle donne”. In particolare ci si riferisce a stalking, violenza fisica, violenza sessuale (stupro, aggressione, molestie sia verbali sia fisiche..), violenza domestica, discriminazione per motivi basati sul genere, femminicidi, matrimoni forzati, sterilizzazioni forzate, aborti forzati, abusi psicologici…

Cos’è successo in Turchia?

Recentemente, lo scorso marzo, la Turchia ha ben pensato di uscire dalla Convenzione di Istanbul e accontentare l’area più conservatrice del suo governo. Le conseguenze per tutte le donne e ragazze turche sono state devastanti. Ma non solo, questo rappresenta una grave sconfitta anche per tutto il mondo.

Purtroppo, la Turchia non è l’unico Paese a fare passi indietro. Anche altri paesi, come la Bulgaria, la Slovacchia e la Polonia hanno rigettato, o stanno per farlo, la Convenzione perché la giudicano incostituzionale.

Intervenire per porre fine a questo fenomeno è un dovere di tutti!